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Premetto che quando mi sono sposata, era il lontano 2005, ancora la figura del wedding planner non era troppo conosciuta.

All’epoca vuoi perchè non lavoravo full time, decisi che mi sarei occupata di tutto io con l’ausilio di mia madre.

Inoltre avevo la fortuna di non dover cercare la location, potendo usufruire di una splendida villa di famiglia in cui organizzare il ricevimento.

Le tempistiche

Benchè avessi questo primo step della selezione della location in meno da compiere (e vi assicuro che è stato tanto tempo e stress risparmiato) e un catering di fiducia che si era già occupato qualche anno prima del ricevimento di nozze di mia sorella, quindi conosceva già la location, iniziai i preparativi con ben 12 mesi di anticipo.

Non avevo molto chiari tutti i passaggi da compiere, la lista delle cose da fare era molto lunga: c’era il corso prematrimoniale da seguire, la chiesa da trovare, il parroco da impegnare, l’abito da sposa da scegliere (anche qui l’atelier in cui si era servita mia sorella risultò infine la prima scelta, ma ne girai comunque 3), la lista degli invitati, il menu da selezionare, la lista di nozze, il viaggio di nozze, la casa in cui andare ad abitare, l’allestimento floreale, il fotografo, le scarpe, l’acconciatura, il make up, il mezzo con cui arrivare in chiesa e con cui ripartire, le partecipazioni, le bomboniere, i confetti, l’allestimento del ricevimento, la musica per la cerimonia e per il ricevimento, i documenti, le pubblicazioni…ufffff, solo a leggerla oggi faccio fatica!

Quindi iniziai più o meno con un ordine piuttosto confuso.

Via si parte…i viaggi…

Il catering

Ho detto prima che mi sono risparmiata la grande fatica della selezione della location e del catering, ciò non toglie che avendolo scelto di Terni, mi sia fatta il viaggio fino a lì per incontrarlo e fare l’assaggio del menù e scegliere il tipo di mise en place…e questo è stato solo il primo viaggio!

L’atelier

Questo invece aveva la propria sede a Roma e così iniziai a fare avanti e indietro per almeno 3/4 volte da Viterbo.

Le liste di nozze

Eh sì perchè fui costretta a farne due, una a Roma per facilitare parte degli invitati lì residenti e un’altra a Viterbo. Vi assicuro che fu un vero rompicapo, un rebus! I negozi non erano ancora organizzati così bene con l’on line.

La lista degli invitati

Sorvolereiiiiii, basti dire che arrivammo a 240!

Il viaggio di nozze

Eh già, anche di questo me ne volli occupare io personalmente, andò benissimo, 25 giorni in Australia, ma che fatica programmare tutto!

L’allestimento floreale

Qui ci fu un bel da fare, non essendo all’epoca molto esperta di fiori. Tanti i preventivi da verificare ma soprattutto: per quale chiesa?

La chiesa

Lui residente a Viterbo, io a Marta, eravamo incerti sul da farsi. Infine ne scegliemmo una a metà strada, ma essendo una chiesa fuori residenza di entrambi (la bellissima San Flaviano di Montefiascone) fu necessario fare un pò di richieste parrocchiali, altro tempo e altri viaggi a cercare i rispettivi parroci.

Il fotografo

Non chiedetemi come lo scegliemmo e soprattutto perchè andammo a finire fino a Sorano, in provincia di Grosseto, a 1 ora di strada da casa! Beh, ormai eravamo in viaggio! Ad ogni modo non venne mai a vedere la location e la chiesa…

Le scarpe

Beh anche quelle a Roma, mi sembra giusto!

Le bomboniere

Visto che ci piaceva l’idea di qualcosa che fosse artigianale e personalizzato ci trovammo una bottega di ceramica a Tuscania, ma solo dopo tanti altri giri per botteghe di provincia e anche qui…avanti e indietro!

Per farla breve che breve non è

Quando si doveva andare a Roma all’atelier con mia madre stilavamo la lista dei posti in cui fermarci: l’atelier, il negozio della lista di nozze e il negozio di scarpe. Era un vero tour de force anche perchè ogni volta voleva dire affrontare il traffico romano, trovare parcheggio, resistere ai ritardi di consegna del negozio di scarpe e farsi uno spuntino da qualche parte per rientrare infine in serata sfinite.

Vi risparmio in questo articolo la parte trucco e parrucco (hair stylist e make up), partecipazioni e ringraziamenti, confetti, musica, documenti e pubblicazioni, mezzo di trasporto, arredamento casa, che affronterò in un altro momento.

Ma alla fine, dopo tanta fatica, è andato tutto bene?

Sì, è andato tutto bene, almeno in apparenza.

Per sapere come sono andate realmente le cose dovrai attendere il prossimo articolo e forse capirai come ho capito io a mie spese che il fai da te non sempre conviene e quasi mai è sinonimo di risparmio.

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